La consapevole sottrazione di un genitore ai doveri di assistenza morale e materiale nei confronti del figlio, quando protratta nel tempo, può integrare un illecito endofamiliare risarcibile ex art. 2059 c.c., qualora determini una lesione del diritto alla bigenitorialità, diritto costituzionalmente protetto.
Con l’ordinanza n. 24719 del 7 settembre 2025, la Corte di Cassazione affronta una tematica di particolare rilievo: quella del risarcimento del danno non patrimoniale da illecito endofamiliare. I risvolti di questa ordinanza sono significativi e aprono nuovi spazi interpretativi in materia di responsabilità civile nel contesto familiare.
Il caso
Nel 2018 una madre, insieme al figlio minore, agisce in giudizio per ottenere:
-
il riconoscimento della filiazione naturale,
-
l’attribuzione del cognome paterno,
-
il contributo al mantenimento,
-
e il risarcimento dei danni da abbandono.
Il Tribunale di Bergamo riconosce la filiazione, ma rigetta la domanda risarcitoria per mancanza di prova del danno.
La Corte d’Appello di Brescia, in parziale accoglimento dell’appello, dispone:
-
l’aumento dell’assegno di mantenimento,
-
l’attribuzione del cognome paterno,
-
la condanna del padre al rimborso di oltre 71.000 euro per il mantenimento pregresso.
Tuttavia, conferma il rigetto della domanda risarcitoria.
I risvolti dell’ordinanza della Corte di Cassazione n. 24719 del 7 settembre 2025 emergono con forza nella fase di legittimità: la Corte accoglie parzialmente il ricorso della madre, affermando un principio fondamentale. Secondo la Suprema Corte, la perdita del rapporto con uno dei genitori (e quindi del diritto alla bigenitorialità) costituisce un fatto notorio da cui può desumersi, in via presuntiva, l’esistenza di un danno relazionale.
La causa viene quindi rinviata alla Corte d’Appello per una nuova decisione in ordine alla liquidazione del risarcimento.
Principi giuridici affermati
-
L’illecito endofamiliare si configura nella violazione dei doveri genitoriali (art. 30 Cost. e art. 147 c.c.), quando tale violazione lede diritti fondamentali del figlio, come il diritto alla bigenitorialità.
-
Il danno non patrimoniale non è automatico (“in re ipsa”), ma può essere presunto in presenza di fatti notori, come un prolungato abbandono affettivo.
-
La liquidazione equitativa del danno è legittima e può ispirarsi a criteri analogici, ad esempio quelli applicati nei casi di perdita di un congiunto, purché motivata in modo adeguato.
Rilevanza della pronuncia
I risvolti dell’ordinanza della Corte di Cassazione n. 24719 del 7 settembre 2025 si inseriscono in un più ampio processo evolutivo del diritto di famiglia, che mira a riconoscere e tutelare il danno relazionale.
In particolare:
-
la decisione promuove una giustizia familiare più sensibile alle ferite affettive, riconoscendo che l’assenza genitoriale produce effetti giuridici e non solo emotivi;
-
rafforza la tutela del diritto alla bigenitorialità, garantito dalla Costituzione (art. 30) e da fonti internazionali (Carta di Nizza, Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia);
-
apre la strada a forme di risarcimento anche in ambito endofamiliare, ampliando la sfera di protezione del minore e del suo diritto a una crescita armoniosa.
Conclusioni
L’abbandono genitoriale, se lesivo della relazione affettiva tra genitore e figlio, può costituire un illecito civile risarcibile.
I risvolti dell’ordinanza della Corte di Cassazione n. 24719 del 7 settembre 2025 segnano un punto di svolta nella giurisprudenza: il figlio ha diritto non solo a un adeguato sostegno economico, ma anche a una presenza genitoriale affettiva e continuativa. La sua lesione giustifica un risarcimento, fondato su un danno relazionale ormai riconosciuto come giuridicamente rilevante.
La pronuncia contribuisce così alla costruzione di un diritto di famiglia più umano, relazionale e costituzionalmente orientato, capace di dare risposta ai bisogni affettivi dei figli in contesti di genitorialità mancata o negata.
In casi di abbandono genitoriale o lesione del diritto alla bigenitorialità, è fondamentale valutare attentamente le possibilità di tutela giuridica e risarcimento. Per approfondire la tua situazione, puoi prenotare una consulenza con il nostro studio.
Avvocato Antonella Vizzari