Il Tribunale di Roma, Sez. I, con decreto n. 13579 del 09.10.2025, ha stabilito che, in presenza di reciproche accuse di comportamenti pregiudizievoli e in assenza di denunce, occorre garantire al bambino la continuità delle abitudini di vita e la pari presenza dei genitori, che in passato si erano sempre alternati nella gestione quotidiana.
Per tali motivi, in attesa degli approfondimenti istruttori tramite CTU per accertare le condizioni psicologiche del minore e la qualità del rapporto genitoriale, il giudice ha disposto che i due genitori si alternino settimanalmente nella casa familiare, assicurando così un equilibrio tra le figure parentali.
Nessuna assegnazione della casa coniugale e mantenimento diretto del figlio
La madre aveva chiesto l’affidamento esclusivo del figlio, accusando il marito di violenza psicologica e di tre episodi di violenza fisica. Tuttavia, a fronte dell’assenza di denunce e delle reciproche accuse tra le parti, il Tribunale, in via provvisoria e d’urgenza, ha deciso di interrompere la convivenza dei genitori, ritenendo però preferibile il collocamento alternato.
La decisione prevede una turnazione paritaria: nessuna assegnazione della casa coniugale e nessun assegno di mantenimento, poiché ciascun genitore provvederà direttamente al mantenimento del figlio nei periodi di propria spettanza.
L’obiettivo: garantire stabilità e pari presenza genitoriale
Secondo il Tribunale, l’interruzione della coabitazione potrà favorire il ripristino di una relazione genitoriale più equilibrata, preservando al contempo gli interessi del minore. La soluzione del collocamento paritario consente infatti al bambino di mantenere il proprio habitat di riferimento, evitando fratture con il precedente habitus vitae e assicurando la giusta equidistanza tra le figure genitoriali.